In occasione del dibattito promosso dal Forum Giornaliste del Mediterraneo e da NOIRETEDONNE a Lecce il 27 novembre 2025 (Si vis pacem: la risoluzione 1325 dell’ONU e il ruolo delle donne nella prevenzione dei conflitti), tema ripreso dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) sul tema "Promuovere l'Agenda Donne, Pace e Sicurezza per una società più equa e inclusiva", la nostra Presidente, Maura Viezzoli, ha firmato un approfondimento dedicato ai 25 anni della Risoluzione 1325 delle Nazioni Unite.
Nel testo Viezzoli analizza i progressi e gli ostacoli dell’Agenda WPS (Women, Peace and Security), sottolineando come la pace non sia solo assenza di guerra, ma un processo attivo di costruzione sociale. Contestualizzando anche l’esperienza sul campo del CISP, l’articolo mette in luce l'importanza di trasformare gli impegni internazionali in pratiche concrete che partano dalle comunità locali e dal protagonismo femminile.
Anteprima dell'articolo
A distanza di venticinque anni dall’adozione della Risoluzione 1325, il bilancio dell’Agenda WPS appare ancora fortemente incompleto. Nonostante l’aggravarsi delle crisi e dei conflitti armati a livello globale, l’implementazione effettiva dell’Agenda resta ben al di sotto delle promesse iniziali. Le donne continuano a essere in larga misura escluse dai tavoli negoziali e decisionali: nel 2024 solo il 7% dei negoziatori e il 14% dei mediatori nei processi di pace erano donne. In molti contesti di conflitto e post-conflitto, le politiche di genere rimangono enunciazioni formali, prive di un reale impatto sulla vita quotidiana delle persone. I Piani d’Azione Nazionali, che dovrebbero tradurre la Risoluzione 1325 in pratiche concrete, risultano spesso impegni deboli, caratterizzati da una scarsa allocazione di risorse, da un limitato accompagnamento politico e da meccanismi insufficienti di monitoraggio e accountability.
Di fronte a questi limiti, appare sempre più evidente che la pace non si costruisce esclusivamente attraverso accordi internazionali o missioni di peacekeeping.
È proprio in questa prospettiva che assumono particolare rilevanza alcune esperienze di cooperazione internazionale, come quelle promosse dal CISP – Sviluppo dei Popoli in Mozambico con il Progetto Pro Paz e in Colombia col progetto di piscicoltura con cooperative di ex-combattenti FARC-EP, finanziato dal Fondo Europeo per la Pace. Entrambe le esperienze mostrano come l’Agenda WPS possa essere tradotta in pratiche concrete quando viene calata nei territori e costruita insieme alle comunità.
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