Il CISP rimane fermamente impegnato a sostenere le comunità colpite dalla guerra in Libano attraverso un'azione umanitaria tempestiva, basata sui principi e rispondente al contesto.
Simone Abou Jaoudeh, Rappresentante CISP in Libano
Il Libano è precipitato in una nuova e devastante fase di ostilità a partire dal 2 marzo 2026. In questo scenario di estrema fragilità, il CISP, presente nel Paese dal 1996, ha attivato immediatamente la propria capacità di risposta per sostenere le migliaia di famiglie colpite dalla violenza.
Per far fronte ai bisogni immediati, il CISP ha rapidamente concordato la riallocazione di una parte dei fondi di progetti di emergenza AICS già in corso, per la distribuzione di beni di prima necessità alle famiglie sfollate e per interventi che migliorano le condizioni di accoglienza nei rifugi collettivi. Continua anche l’interlocuzione con la rete di donatori ed attori umanitari per estendere l’intervento in risposta alle necessità crescenti.
Le nostre azioni sul campo
Ad oggi, gli interventi del CISP si sono concentrati su:
- Valutazioni tecniche rapide: Condotte in numerosi centri di accoglienza collettivi a Beirut e nel governatorato del Monte Libano (Aley, Chouf, Baabda, Jbeil e Keserwan) per identificare le necessità urgenti.
- Distribuzione di kit igienici: abbiamo già raggiunto 544 famiglie ospitate in scuole pubbliche trasformate in centri di accoglienza nel Monte Libano.
- Interventi WASH e infrastrutture: Stiamo pianificando lavori di riabilitazione idraulica e sanitaria nelle scuole-rifugio. Parallelamente, nel Nord del Paese, stiamo completando la costruzione di infrastrutture idriche per garantire acqua potabile a decine di famiglie.
- Coordinamento: Il CISP partecipa attivamente ai gruppi di lavoro con istituzioni ed attori internazionali (WASH e Shelter) per garantire che gli aiuti siano efficaci e non si sovrappongano ad altri interventi.
La situazione in Libano ad aprile 2026
L'attuale escalation ha generato una crisi umanitaria senza precedenti, aggravando un collasso economico già catastrofico iniziato nel 2019.
- Sfollamento di massa: Si stima che oltre 200.000 persone siano state costrette a lasciare le proprie case. Tra queste, circa 620.000 sono donne e ragazze (UNFPA sitrep 09 Aprile).
- Emergenza minori: Oltre 367.000 bambini sono sfollati interni. Le scuole sono diventate il cuore dell'accoglienza: 486 istituti sono attualmente utilizzati come centri collettivi, rendendo impossibile la regolare attività didattica (Disaster Risk Management).
- Sistema sanitario al collasso: Tra il 2 marzo e il 6 aprile 2026, si contano 497 morti e 4.639 feriti (OCHA flash update n.15, pubblicato 09 Aprile). Gli attacchi alle strutture sanitarie (79 segnalati) hanno portato alla chiusura di 5 ospedali e alla messa fuori servizio di 51 centri di assistenza primaria. Sono segnalati 79 attacchi contro strutture sanitarie, in violazione del diritto internazionale umanitario e della risoluzione n. 2286 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che hanno causato 119 feriti e 42 morti.
- Isolamento e accesso limitato: Gli ordini di evacuazione nel Libano meridionale hanno isolato circa 150.000 persone, tra cui più di 1.700 donne incinte, limitando drasticamente l'accesso agli aiuti umanitari (UNFPA).
Come puoi aiutarci
La situazione rimane fluida e i bisogni crescono ogni ora. Il tuo supporto è fondamentale per permetterci di continuare a distribuire kit igienici, cibo e garantire l'accesso all'acqua potabile a chi ha perso tutto.
Dona ora per l'emergenza Libano. Ogni contributo, piccolo o grande, fa la differenza per una famiglia sfollata.
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